Piccoli Paesi, Cairano 7x

Piccoli Paesi, Cairano 7x    _ pubblicato su ANANKE n°63, quadrimestrale di cultura e progetto diretta da Marco Dezzi Bardeschi  *

_di Angelo Verderosa **

Plinio il Vecchio, in un elenco di eventi strani e magici nel Libro II-57 della sua “Naturalis Historia”, dice che quando erano consoli Lucio Paolo e Caio Marcello “piovve lana nei pressi del Castello Carissano vicino al quale l’anno dopo fu ucciso Annio Milone” da una pietra gettata da una rupe. Plinio non spiega cosa significa questo evento, ma questa è la prima menzione storica di Cairano, piccolo paese dell’entroterra appenninico meridionale, al confine tra Campania, Puglia e Basilicata. Una leggenda locale attribuisce ad una contadina del posto il lancio della pietra; Cairano, di confederazione sannita e a difesa di Compsa, era sotto assedio da parte dei romani.

L’ingloriosa fine di Milone evitò ancora per qualche tempo l’espugnazione romana.

Sulla rupe di Cairano, a guardare dall’alto la bella valle dell’Ofanto, sono rimasti oggi meno di trecento abitanti; fino a 50 anni fa ve ne erano più di tremila. A causa del dissesto idrogeologico dell’unica strada provinciale di accesso non vi arrivano più gli autobus; da qualche mese la Regione Campania ha soppresso per mancanza di fondi sia l’ospedale zonale che la storica ferrovia che vi faceva scalo e che collegava i piccoli paesi dell’Alta Irpinia col capoluogo di provincia da una parte e con Rocchetta Sant’Antonio dall’altra. La stessa Regione sta tentando di risolvere l’annosa e vergognosa questione dei rifiuti di Napoli portandoli in altura, nelle argillose campagne dell’Alta Irpinia, proprio difronte il Castello Carissano, sul Formicoso. E come un domino, a Cairano, a chiudere in breve tempo sono state le scuole, e il barbiere, l’edicola, la farmacia, l’alimentari. Il parroco vi arriva ‘a scavalco’ come il vigile urbano e il segretario comunale.

Resiste ancora un bar e il fornaio, immigrato da Milano, blogger, fotografo e sognatore.

Capita però che nei momenti più difficili succeda un qualcosa; soprattutto al Sud. Franco, figlio di emigranti cairanesi nelle miniere del Belgio, qualche anno fa si è riavvicinato alle sue origini. Mi chiese di ristrutturargli una casa sulla rupe. E dopo la casa, di recuperare un suo sogno; riabitare il paese come nella sua infanzia quando è andato via che aveva 7 anni. Per sette giorni all’anno, almeno. Franco Dragone è il creativo che ha portato al successo mondiale il Cirque du Soleil; è uno dei registi più richiesti nel mondo per i mega-eventi, inventore del nuovo genere del circo-teatro, un genere nel quale ha riversato tutte le voci del vocabolario dell’emigrazione: la nostalgia, il desiderio del ritorno, la voglia di un posto dove sentirsi a casa.

Da qualche anno, sulla rupe irpina, è così nato “Cairano 7x”.

Riabitare il paese riportando cultura bellezza e sogno, questa la visione trasformata in missione da proloco, comunità provvisoria e ragazzi dei paesi circostanti. Riaprire un piccolo paese, farlo conoscere al mondo; per portarvi i curiosi ma anche possibili nuovi abitanti; invitando formatori nel campo della comunicazione, dell’architettura, delle arti, dello spettacolo per tenervi laboratori ma anche per vivere il paese. Con una formula di ospitalità gratuita; pernottando nelle case abbandonate e in quelle messe man mano a disposizione dagli emigrati e cucinando, insieme ai migliori cuochi regionali, esclusivamente i prodotti della campagna irpina. Senza contributi provenienti da fondi pubblici e senza alcun cachet per formatori e artisti ospiti. Ecco allora, anno dopo anno ad inizio estate, a Cairano 7x musicisti, agronomi, blogger, ambientalisti, architetti, artisti, pensatori, ecologisti, archeologi, botanici, scrittori e studiosi provenienti da diversi paesi e città italiane e straniere.

Col passa-parola, col tam-tam della rete.

A ‘Borgo-Giardino’, il laboratorio di architettura e paesaggio organizzato nell’ambito di Cairano 7x con il fattivo contributo di Donatella Mazzoleni, a giugno scorso hanno partecipato artisti e docenti provenienti da Napoli, Matera, Roma, Milano, Innsbruck e Vienna unitamente a studenti delle scuole superiori locali e delle università. Dall’orto rurale agli orti civici / dal giardino privato ai giardini comunitari : laboratori di ideazione e piantumazione a sostegno di una nuova civiltà rurale, questa la sintesi delprogramma che prevede la prosecuzione nei mesi a venire. Attraverso il linguaggio della natura e la manualità dei gesti connessa, insito geneticamente negli abitanti delle terre rurali di mezzo, si può ricercare una nuova via per riabitare questi territori, nel segno del lavoro, dell’utilità, della curiosità e della bellezza. Partendo proprio dall’isolamento, dall’abbandono e dalla decrescita in atto che in un mondo consumato e massificato potrebbero costituire alternative di privilegio. Silenziosi orti e giardini, prima che rovi e muffe si approprino delle case abbandonate dagli uomini; cammini terapeutici e segni verdi da opporre alla catastrofe dell’inquinamento da iperconsumo. E anche nuovi segnali, scaturiti dalla prima fase del laboratorio, che anticipano già un progetto più ampio volto a reinterpretare l’impianto urbano abbandonato come luogo terapeutico. L’idea portante è quella di poter vivere in un luogo marginale dove incontrare forme creative diverse che si riconoscono in una serie di valori condivisi attraverso il filo ecologista. Ripensando le trasformazioni del costruito in un’ottica di miglioramento ambientale anziché di ulteriore consumo incontrollato.

Cercando nuove forme di riequilibrio abitativo tra la costa (sovrappopolata e depauperata) e l’interno appenninico italiano (integro ma abbandonato).

Cairano, il più piccolo paese della Campania, ancorata su di una rupe che forse è un meteorite, costruita con quelle pietre che due millenni fa tennero lontani gli invasori, è l’emblema dei piccoli paesi italiani in via di estinzione: ben 5.000 al di sotto dei 5.000 abitanti; 100 paesi su 119 nella sola provincia di Avellino.

Nei piccoli paesi è possibile vivere meglio che altrove. Dobbiamo impegnarci adinnescare nuove relazioni, creare cultura, conoscere chi vi abita, difendere il paesaggio, sostenere l’agricoltura, migliorare i servizi collettivi, manutenere i beni pubblici. Necessita un impegno corale, dal basso, con l’obiettivo di reinventare un antico luogo -provvisoriamente marginale- come nuovo punto di riferimento per chi è ancora capace di credere in inversioni di tendenza epocali.

Terre-Paesaggi-PiccoliPaesi i temi portanti della manifestazione che a partire dal 2012 coinvolgerà 7 paesi dell’appennino irpino e lucano in 7 macro-eventi.

Nella certezza di dimostrare che nei piccoli paesi è possibile una grande vita.

Cairano 7x, piccoli paesi / grande vita.

** http://www.anankerivista.it/

* architetto, blogger, vive e lavora in Alta Irpinia; ha portato a termine il restauro dell’Abbazia del Goleto; animatore del gruppo Cairano 7x

Una risposta a Piccoli Paesi, Cairano 7x

  1. francesco cataldo scrive:

    “Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo.

    La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi perchè è proprio la crisi a portare il progresso.

    La creatività nasce dall’ ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura.
    È nella crisi che nasce l’ inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
    Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.
    Chi attribuisce le sue sconfitte e i suoi errori alla crisi, violenta il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni.
    La vera crisi è la crisi dell’ incompetenza.

    Lo sbaglio delle persone e dei paesi è la pigrizia nel trovare soluzioni.

    Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è routine, una lenta agonia.
    Senza crisi non ci sono meriti. E’ nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora perché senza crisi qualsiasi vento è una carezza.

    Parlare di crisi è creare movimento; adagiarsi su di essa vuol dire esaltare il conformismo.

    Invece di questo, lavoriamo duro!
    L’ unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla”

    Albert Einstein

    Il vero progresso è l’anticonformismo. Nel mondo altamente globalizzato e del consumismo assoluto di oggi, Cairano è anticonformismo!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: