abbazia del goleto / La PRESENZA RELIGIOSA/ da S. Guglielmo a P. Lucio, ai Piccoli Fratelli

3.   La PRESENZA RELIGIOSA

da S. Guglielmo a P. Lucio, ai Piccoli Fratelli

 Agli inizi del XII secolo, il giovane eremita GUGLIELMO, originario di Vercelli, diretto in Terra Santa, dopo i pellegrinaggi a Santiago di Compostela e Roma, si fermò in Irpinia, fondando prima Montevergine e poi il Goleto; quest’ultimo con ‘doppio monastero’, femminile e maschile; utilizzando il materiale di spoglio dell’insediamento di Marcus Pacciu Marcellus. Guglielmo non raggiunse la Terra Santa, morì in Irpinia, al Goleto il 24 giugno 1142. Pio XII, nel 1942, lo proclamò patrono principale dell’Irpinia.

Soppressa nel 1807 l’Abbazia del Goleto fu riaperta nel 1973 da P.Lucio Maria De Marino (1912-1992); monaco verginiano, teneramente devoto della Vergine Maria, riportò con fede e tenacia l’attenzione sull’esigenza del recupero materiale e spirituale del Goleto.

Nel 1990 arrivarono al Goleto i Piccoli Fratelli della Comunità Jesus Caritas, ispirata a Charles De Foucauld.

 En

3. RELIGIOUS PRESENCE

From San Guglielmo to Father Lucio, to Piccoli Fratelli

At the beginning of the XII century, the young hermit Guglielmo, coming from Vercelli, going to Holy Land, after the pilgrimages to Santiago of Compostela and Rome stopped in Irpinia, founding first Montevergine and then Goleto. The latter with a monastery and a nunnery, utilizing the salvage of the entering of Marcus Paccius Marcellus. Guglielmo didn’t reach the Holy Land, he died in Irpinia, at Goleto on June 24th 1142. Pio XII, in 1942, proclaimed him principal patron of Irpinia.

The Goleto Abbey, abolished in 1807, was reopened by Father Lucio Maria De Marino (1912-1992) in 1973; monk of the Virgin, he was fondly a votary of the Virgin Mary, he brought again with faith and perseverance the attention on the necessity of the material and spiritual recovery of Goleto. The Piccoli Fratelli of the community Jesus Caritas, inspired by Charles De Foucauld, arrived at Goleto in 1990.

 Fr

3. LE PRESENCE RELIGIEUSE

De S. Guillaume à P. Lucio, aux Petits Fréres

Au début du XII siècle, le jeune ermite, Guillaume, originaire de Vercelli, dirigé à Santiago de Compostela et Rome, s’arrêta en Irpinia en fondant Montevergine et ensuite le Goleto, ce dernier avec un “double monastère” feminin et masculin, en utilisant le materiel de spoliation de l’établissement de Marcus Paccius Marcellus. Guillaume n’arriva pas en Terre Sainte, il mourut en Irpinie, au Goleto, le 24 juin 1142. Pie XII en 1942, le proclama principal Patron de l’Irpinia. Supprimée en 1807 l’Abbaye du Goleto fut ouverte de nouveau en 1973 par P. Lucio Maria De Marino (1912-1992); moine virginien, tendrement dévot à la Vierge Marie, il ramena l’attention sur  l’exigence du recouvrement materiel est spirituel du Goleto. En 1990 les Petits Frères de la Communauté Jesus Caritas, inspirée à Charles de Foucauld y arrivèrent.

 De

 3. DIE ANWESENHEIT RELIGIÖSER ORDEN

von S. Guglielmo bis zu P.Lucio und den „Piccoli Fratelli“ (Die Kleinen Brüder) 

Am Anfang des XII. Jahrhunderts, nach Wallfahrten nach Santiago di Compostela und Rom, machte der junge Einsiedler Guglielmo, der aus Vercelli stammte, und auf dem Weg in das Heilige Land war, halt. 

Zunächst in Irpinia, wo er zuerst Montevergine und dann Goleto gründete; dies letztere zu einem „doppelten Kloster“ -für Frauen und Männer-.

Zum Bau benutzte er die Reste der Marcus Paccius Marcellus Ansiedlung.
Guglielmo erreichte das Heilige Land nicht: am 24. Juni 1142 starb er in Goleto. 1942 wurde er von Papst Pius XII zum Schutzpatron von Irpinia erklärt.
Die im Jahr 1807 stillgelegte Goleto Abtei, wurde 1973 von Pater Lucio Maria De Marino wieder eröffnet, einem Mönch von Montevergine, der ein inniger Verehrer der Jungfrau Maria war.

Er  richtete mit Glaube und Zähigkeit die Aufmerksamkeit auf die Notwendigkeit der geistigen und materiellen Bedeutung der Goleto Abtei.
1990 kamen die „Piccoli Fratelli“ von der Jesus Caritas Gemeinschaft, die sich an Charles De Foucauld anlehnen, in Goleto an.

 approfondimenti

Primo incontro di S. Guglielmo con S. Giovanni da Matera

Ormai Guglielmo è deciso a non fermarsi piu finché non giunga a Gerusalemme. Si rimette sulla via Appia, ridivenuto il giovane ardente di una volta, il pellegrino di Dio. Non possiamo immaginare Guglielmo che non si sia allora recato a Bari a venerare le reliquie di S. Nicola. Era una parentesi nella via per Brindisi, ma una parentesi irresistibile per l’animo di Guglielmo. E un’altra parentesi venne poi quando sentì parlare con sempre maggiore insistenza e ammirazione della vita santa di un religioso, che, nativo di Matera, aveva fondato un monastero presso Ginosa e diffondeva in tutte quelle terre il buon odore delle sue virtù e della sua vita straordinariamente penitente. Era S. Giovanni da Matera. Quando i due santi si videro, si compresero subito, e parlarono a lungo del disprezzo dei beni terreni e della brama dei celesti, e in qual modo si debba servire a Dio solo.

Il giorno dopo, Guglielmo e pronto a riprendere il cammino, animoso e volenteroso; ma Giovanni gli dice:

<< Non affaticarti inutilmente, fratello; non voler cominciare con la partenza ciò che non potrai portare a compimento. In verità, la tua permanenza qui é di maggior utilità per la salute dei fedeli che hon l ’attuazione del progetto secondo il tuo desiderio >>.

Ma Guglielmo solo in seguito comprenderà che Giovanni aveva parlato per ispirazione di Dio, e questo presso Oria, quando viene assalito da ladroni e crudelmente bastonato.

Spinto dalla necessità, ritorna da S. Giovanni, e con lui si ferma una quindicina di giorni; poi si licenzia da lui e si dirige decisamente verso Occidente.

La via della Palestina si era chiusa, e ora davanti a Guglielmo si parava, larga e promettente, una nuova via, che egli percorrerà sino in fondo.

Tratto da “Episodi della vita di San Guglielmo”, Giovanni Mongelli O.S.B. – Montevergine 1986

Cfr. Tavola pittorica (VI) di Giovanni Hajnal  (a lato)

 Padre Lucio M. De Marino  1912-1992

Monaco verginiano, ottenne nel 1973 di poter risiedere nell’abbandonata Abbazia del Goleto.

Uomo di profonda spiritualità e di squisita accoglienza, teneramente devoto della Vergine Maria, riuscì a riportare all’attenzione di tutti il recupero materiale e spirituale del Goleto.

Nemmeno il sisma del 1980 interruppe la sua opera e quando – per ragioni di salute – dovette ritirarsi a Montevergine, l’opera di restauro era a buon punto.

La sua memoria è in benedizione.

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