abbazia del goleto / L’EPOCA delle MONACHE, 1135-1515/ Federico II e il culmine dello splendore artistico

4.   L’EPOCA delle MONACHE, 1135-1515

Federico II e il culmine dello splendore artistico

 Ruggiero di Monticchio donò a Guglielmo da Vercelli il vasto feudo del Goleto per avviare la costruzione di un monastero doppio: da un lato il convento femminile delle monache, molte delle quali provenivano dalle famiglie più illustri del Regno di Napoli,

dall’altro il convento maschile per i monaci dediti ad officiare la chiesa, assistere le religiose nel cammino spirituale, rappresentarle nelle controversie giudiziarie. 

Sotto la guida di celebri abbadesse – Febronia, Marina I e II, Agnese e Scolastica –

la comunità crebbe e diventò famosa per la santità delle monache e il monastero si arricchì di terreni e di opere d’arte.

Il periodo d’oro abbraccia circa due secoli, poi dal 1348, anno della peste nera, la lenta inesorabile decadenza. Papa Giulio II, il 24 gennaio 1506, ne decretò la soppressione che, di fatto, avvenne con la morte dell’ultima abbadessa nel 1515.

Il culmine dello splendore artistico del Goleto fu raggiunto sotto il governo delle badesse Marina II e Scolastica con la costruzione della Cappella di San Luca, a cui lavorarono le maestranze di Federico II e nella quale fu collocata una reliquia insigne dell’evangelista.

 En

4. THE AGE of the NUNS, 1135-1515

Frederick II and the apex of the artistical splendour

Ruggiero di Monticchio presented Guglielmo da Vercelli with the large feud of Goleto to start the construction of a double convent: the female convent of the nuns, lots of them belonging to the most illustrious families of the Kingdom of Naples; and the male convent of the monks devoted to officiate at the church, to support the nuns in the spiritual way, to act for them in the judicial controversies. Under the guide of famous abbesses – Febronia, Marina I and II, Agnese and Scolastica, the community encreased and became famous for the saintliness of the nuns and the convent grew rich in lands and works of art.

The golden period includes about two centuries, then since 1348, year of the black plague, the slow and inexorable decline began. Pope Julius II decreed its abolition on January 24th 1506; that occurred with the death of the last abbess in 1515. The apex of the artistical splendour of Goleto was reached under the rule of the abbesses Marina II and Scolastica with the construction of the chapel of  Saint Luke, for which skilled workers of Frederick II  worked and a remarkable relic of the evangelist was placed.

 Fr

4. L’ÉPOQUE des RELIGIEUSES 1135 – 1515

Frédéric II et le maximum de la splendeur artistique

Ruggiero de Monticchio donna à Guillaume de Vercelli le vaste fief du Goleto per commencer la construction d’un double monastère, d’un côté le couvent féminin des religieuses, beaucoup d’elles provenaient des familles les plus illustres du Royaume de Naples, de l’autre le couvent masculin pour les moines adonnés à officier l’église, prêter leur aide aux religieuses dans le chemin spirituel, les représenter dans les controverses judiciaires. Sous le guide de célèbres abbesses – Febronia, Marina I et II, Agnese et Scolastica, la communauté s’agrandit et devint célèbre pour la sainteté des religieuses et le monastère s’enrichit en terrains et oeuvres d’art. La période d’or comprend presque deux siècles, ensuite depuis l’an 1348, an de la peste noire, la lente inexorable décadence. Le pape Jules II le 24 janvier 1506 en décrèta la suppression qui, en effet, se réalisa avec la mort de la dernière abbesse en 1515. Le maximum de la splendeur artistique du Goleto fut réjoint sons le gouvernement des abbesses Marina II et Scolastica avec la construction de la chapelle de S. Luc  à la réalisation de la quelle travaillèrent les ouvriers de Frédéric II et dans laquelle fut placée une relique remarquable de l’Evangeliste.

 De

4.DIE ZEIT DER NONNEN, 1135 – 1515
Friedrich II und der Höhepunkt der künstlerischen Glanzzeit
Ruggero di Monticchio schenkte Guglielmo aus Vercelli das große Lehngut von Goleto, um den Bau eines doppelten Klosters einzuleiten: einerseits das weibliche Kloster der Nonnen, von denen viele aus den edelsten Familien des Königreichs von Neapel kamen, andererseits das Kloster der Mönche, die sich dem Zelebrieren der Messen, der religiösen Betreuung der Nonnen und der Vertretung in gerichtlichen Streitfragen widmeten.
Unter der Führung der bekannten Äbtissinnen – Febronia, Marina I. und II., Agnese und Scolastica – entwickelte sich die Gemeinschaft und war berühmt dank der Heiligkeit der Nonnen, und das Kloster wurde bereichert durch Ländereien und Kunstwerke.
Die Blütezeit dauerte zirka zwei Jahrhunderte, dann seit 1348, dem Jahr der schlimmsten Pest, erlebte Goleto einen unvermeidbaren Niedergang.

Am 24. Januar 1506 erklärte Papst Julius II die Schließung, die sich im Jahr 1515, mit dem Tod der letzten Äbtissin, verwirklichte. 

Der Höhepunkt des künstlerischen Glanzes wurde unter der Führung der Äbtissinnen Marina II und Scolastica erreicht, mit der Errichtung der Kapelle des Hl. Lukas, an der die Facharbeiter von Friedrich II mitwirkten. In ihr wurde die bedeutungsvolle Reliquie des Evangelisten aufbewahrt. 

 approfondimenti

 Marina del Goleto
“Ho cercato di conoscere meglio questa figura la cui autorità era così solida e riconosciuta da permetterle di aprire vertenze e opporsi alla gerarchia ecclesiastica. Mi sono dunque mossa fra gli scarni documenti che la riguardano, visitando le rovine del monastero di S. Salvatore del Goleto, per immaginarla nell’ambiente che l’ha vista per trent’anni agire come protagonista di una delle esperienze più particolari del monachesimo italiano. Il monastero ospitava una comunità di donne e uomini: un raro caso nell’Italia meridionale e, probabilmente, in tutta la penisola, di monastero doppio sotto il governo di una badessa.

La domanda che mi sono posta nell’affrontare la ricerca: c’è autorità femminile? ecco che i documenti diventano più chiari e i gesti di Marina assumono significato.
L’uso consapevole che fa della legge, la capacità dimostrata nel rivolgersi ora al vescovo, ora al papa per salvaguardare l’autonomia del monastero e la sua libertà d’azione ci mostrano una badessa, appartenente alla gerarchia, che però usa gli strumenti che ha a disposizione, per garantire la sicurezza del monastero. Conosce bene il territorio percorso più volte per svolgere la sua funzione, e difenderne l’autonomia dalle pretese altrui, significa proteggere gli uomini e le donne che vi abitano e verso cui nutre una particolare cura”.

Abbazia nullius
Le abbazie Nullius diocesis vengono poste al di fuori delle giurisdizione della chiesa locale e diventano direttamente dipendenti dal papa. Sottraendo il monastero e le proprie dipendenze alla ‘vicina’ autorità vescovile, si garantisce una sorta di protezione contro le usurpazioni civili ed ecclesiastiche; inoltre, il riferimento ad un’autorità ‘più lontana’ lasciava alle badesse maggiore libertà nella normale organizzazione interna e nei rapporti fra monastero e territorio.
“A base dell’istituto dell’esenzione c’era evidentemente, solo una prassi sollecitata da motivi pratici di carattere amministrativo e funzionale, con particolare riguardo alla indipendenza delle abbazie e alla piena libertà di movimento e di determinazione delle stesse nella materia sia spirituale che temporale.” (1).

L’esenzione, infatti, consisteva nella libera elezione della badessa, nell’autonomia da parte di questa di gestire e organizzare la vita del monastero, oltre che la piena possibilità di amministrare i beni; sappiamo inoltre che alla badessa del Goleto fu concesso l’uso del bacolo pastorale, il bastone simbolo della dignità vescovile. Le persone ecclesiastiche e laiche, abitanti quei fondi, vengono anch’esse esentate dall’obbedire all’autorità del vescovo e sottoposte alla giurisdizione della badessa.

Marina Santini in ‘Donne e conoscenza storica’  http://www.url.it/donnestoria/testi/libere/marinaindice.htm

(1) B. S. Anderson , J. P Zinsser, Storia delle donne, p. 140

2 risposte a abbazia del goleto / L’EPOCA delle MONACHE, 1135-1515/ Federico II e il culmine dello splendore artistico

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