abbazia del goleto / L’EPOCA dei MONACI, 1515-1807/ terremoti e ricostruzioni del 1694 e 1732

5.   L’EPOCA dei MONACI, 1515-1807

terremoti e ricostruzioni del 1694 e 1732

Con la fine della comunità femminile goletana, il monastero fu unito a quello di Montevergine, che provvide ad assicurare la presenza di alcuni monaci. Iniziò così una lenta ripresa, che ebbe un impulso determinante sotto il pontificato di papa Sisto V.  Il periodo migliore fu tra la metà del Seicento e la metà del Settecento; dopo i  terremoti distruttivi del 1694 e del 1732 vi fu il  restauro completo del monastero e la costruzione della chiesa grande, opera di Domenico Antonio Vaccaro.

Nel 1807 il sovrano di Napoli, Giuseppe Bonaparte, soppresse l’Abbazia. Il corpo di San Guglielmo fu traslato a Montevergine e le suppellettili del Goleto furono divise, mettendole all’asta, tra i paesi vicini.

 En

5. THE AGE OF THE MONK, 1515-1807

Earthquakes and rebuilding in 1694 and 1732

With the end of the female community of Goleto, the monastery was joined with the one of Montevergine, which provided to secure the presence of some monks. So a slow renewal began and had a determinant impulse under the pontificate of Pope Sisto V. The best period was between the second half of the seventeenth century and the first half of the eighteenth century; after the destroying earthquakes in 1694 and in 1732 there was the complete repair of the monastery and the building of the big church, work of Domenico Antonio Vaccaro.

The King of Naples, Joseph Bonaparte, abolished the Abbey in 1807. The body of San Guglielmo was transported to Montevergine and the furnishings of Goleto were divided, selling them by auction, among the near villages.

 Fr

5. L’ÉPOQUE DES MOINES 1515 – 1807        

Tremblements de terre et reconstructions depuis 1694 et 1732

Avec la fin de la communauté féminine du Goleto, le monastère fut assemblé à celui de Montevergine, qui assura la présence de quelques moines. Une lente réprise commença alors, elle eut une impulsion décisive sous le pontificat de pape Sixte Quint. On a eu la meilleure période entre la moitié du dix – huitième siècle; après les destructifs tremblements de terre de1694 et de 1732 on a eu la complète restauration du monastère et la construction de l’Eglise grande, oeuvre de Domenico Antonio Vaccaro.

En 1807 le souverain de Naples, Joseph Bonaparte supprima l’Abbaye. Le corps de S.Guillaum fut transféré à Montevergine et les mobiliers du Goleto furent subdivisés en les mettant aux enchères parmi les pays voisins.

 De

5. DIE ZEIT DER MÖNCHE, 1515 – 1807

Erdbeben und Wiederaufbauten im Jahr 1694 und 1732

Nach dem Ende der Anwesenheit der Nonnen in Goleto, wurde das Kloster mit dem in  Montevergine vereinigt, so dass die Anwesenheit einiger Mönche gesichert war.

Es begann eine langsame Wiederbelebung, die einen entscheidenden Impuls unter Papst  Sixtus V bekam.

Die Blütezeit war die von der zweiten Hälfte der XV Jahrhunderts bis zur Hälfte des XVI ; nach den zerstörerischen Erdbeben im Jahr 1694 und 1732, wurde die komplette Restaurierung des Klosters verwirklicht, und man baute die große Kirche, ein Werk von Domenico Antonio Vaccaro.

1807 schließt  Giuseppe Bonaparte, König von Neapel, die Abtei. Die sterblichen Uberreste von S.Guglielmo wurden nach Montevergine überführt, und die Kirchengeräte wurden durch Versteigerung unter die nahegelegenen. Ortschaften verteilt. 

 approfondimenti

 Compito dei monaci

 “L’edificazione della parte maschile è stata dettata dalla necessità di provvedere alla cura delle monache: il monastero maschile, con il proprio prelato, è in funzione di quello femminile, quindi in qualche modo dipendente.
Compito dei monaci è quello di curare la vita spirituale delle monache, di occuparsi delle nuove chiese, che il monastero verrà acquisendo al proprio territorio, di rappresentare le sorelle nelle controversie e nelle liti, sostenendole negli affari temporali. L’assistenza spirituale continuerà fino alla seconda metà del 1200 (1) quando verrà affidata agli oblati.
… inoltre, quando il Goleto diventerà Abbazia Nullius, la badessa, come le altre donne al governo di monasteri doppi, eserciterà parte dei poteri riservati ai vescovi”.

Marina Santini in ‘Donne e conoscenza storica’  http://www.url.it/donnestoria/testi/libere/marinaindice.htm

 (1) Giovanni Mongelli , Il cenobio…, p 297

 Le fondazioni benedettine

Come tutte le fondazioni benedettine, anche il Goleto rivestì un ruolo importante nella storia e nella cultura dell’Italia medievale, influenzando la vita economica, po­litica e artistica del Mezzogiorno. I benedettini, come è noto, furono i creatori di insiemi monumentali (i mona­steri), nei quali i problemi derivanti dalle regole dell’Ordine, vennero risolti con logica e coerenza. In essi il programma costruttivo si perpetuò, come concezione, per secoli, dando luogo ad articolati complessi conven­tuali, con molte caratteristiche comuni: grandi chiostri, accanto alle chiese abbaziali e una serie di edifici regolari (dormitori, refettori, biblioteche, etc.) e di costruzioni annesse.

Dal XII secolo, epoca in cui sorse, fino agli inizi del Cinquecento, l’abbazia del Goleto esercitò la sua influen­za in special modo sull’Irpinia, la Puglia e la Basilicata. A tal proposito conviene ricordare che il Vulture, al tem­po della conquista normanna, era il centro di tutto il meridione; i vincitori dei bizantini scelsero infatti Melfi come capitale delle loro province, fino a quando non allargarono il loro dominio alla Sicilia. Ma anche dopo il Mille, per le note vicende storiche, la regione conservò una notevole importanza militare ed economica; cosic­ché con Federico Il – che estese il suo demanio dalla pianura pugliese all’altopiano della Basilicata – essa fu presidiata da imponenti castelli. Il Vulture allora diven­ne terra imperiale, ad eccezione di alcuni possedimenti delle ricche badie benedettine, tra le quali era, appunto, quella del Goleto.

Stella Casiello, La cittadella monastica di S.Guglielmo al Goleto- in Napoli Nobilissima, vol. XI – Fasc. IV-VI – lug. dic. 1972; Arte Tipografica Napoli 

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