ADELELMO, ingegnere dei versi

Adelelmo è poeta-scrittore-ingegnere e vive a Fermo. Il 24 Febbraio ha conosciuto la Comunità Provvisoria e l’Abbazia del Goleto. Ha scritto “porte aperte” per C.P. e il testo intero è in http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/11/possiamo-dare-aria-ai-nostri-sogni/  _ Qui riporto un passaggio sul “manuale” e sulla giornata al Goleto 

Adelelmo Ruggieri / PORTE APERTE / “possiamo dare aria ai nostri sogni”

… Pensavo che le ore al Goleto si sarebbero, nel ricordo, via via rimpicciolite. Pensavo che tutta quanta quella cordialità luminosa, via via, si restringesse…

Ieri ho guardato con attenzione e letto alcuni pagine de “Il recupero dell’architettura e del paesaggio in Irpinia”, a cura di Angelo Verderosa per l’editore De Angelis. La prima immagine del libro è del borgo recuperato di Castelvetere sul Calore, poi Taurasi, Rocca San Felice, Cairano… Nella seconda parte comincia quello mi appassiona di più, perché essa ci dice di come sono fatte le case irpine in paese e in campagna. La più bella per me è quella 2 di pagina 40: una casetta a due piani che a starci sarebbe una gran bellezza. A piano strada tutte gli attrezzi e le cianfrusaglie, e a piano rialzato due stanzette luminose e servizi…. È un poco l’inizio di tutto una casetta così…

casa-2-pagina-40.jpg

Utilissimi i dettagli di restauro. Bellissime le porte di pagina 63.

… Sarebbe non male bussare a una di quelle porte, e ti vengono ad aprire, e – oplà – è fatta. Io quando guardo attentamente una porta penso sempre a questa cosa qui. Busso, mi vengono ad aprire, e – oplà – è fatta.

… La giornata al Goleto mi è rimasta nel cuore, nella testa, e nella pancia, e come poteva non essere che non restava lì: era perfetto quel pranzo nel sole. Chi sta in un posto non può vedere che cosa è stare lì. Chi è di fuori forse vede lo stare e l’essere insieme. Però la questione è sempre la stessa. La questione è di quella porta che sta in cima alla scaletta di casa. Pensavo che otto giorno dopo il ricordo si sarebbe ridotto a un ottavo, e invece otto giorni dopo questo ricordo è diventato otto volte più grande. Perché è accaduta questa cosa? Questa qui è una domanda di un qualche interesse.

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Oggi ho disegnato muri di cemento armato per un sacco di ore di fila. Per prendere un poco di aria ho appena letto come va nella Comunità. Ho appena letto un testo di Franco. Ci dice che “Oggi l’altura è triste.” Ci dice che a scuola ha perso il posto “perché ci sono pochi bambini.” E che “In mezzo alla strada non c’è nessuno. Le porte sono chiuse.” Ha chiamato Angelo Verderosa per risollevarsi, e un po’ sta meglio. Fra poco esce a parlare con alcuni ragazzi che vogliono impegnarsi sul fronte ambientale. Con Angelo diceva che lì hanno vissuto un po’ come su un’isola. Io penso che è meraviglioso vivere su di un’isola. Ma l’unica cosa che conta – dovunque si sta – è tenere le porte aperte.

adelelmo ruggieri per comunità provvisoria, 11 marzo 2008

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