un poeta in parlamento

ottopagine 11 marzo 2008

Oggi l’altura è triste. A scuola ho perso il posto perché ci sono pochi bambini. In mezzo alla strada non c’è nessuno. Le porte sono chiuse. Ho chiamato il mio caro amico Angelo Verderosa per risollevarmi e un po’ sto meglio. Fra poco esco a parlare con alcuni ragazzi che vogliono impegnarsi  sul fronte ambientale. Spero di trovarli. Può capitare perfino che qualcuno si dimentichi di un incontro da lui stesso organizzato. Con Angelo dicevamo che qui abbiamo vissuto un po’ come su un’isola. Minatori dello sconforto in questa terra senza leggerezza e senza mare. Cari lettori facciamolo veramente, facciamolo con tutto il cuore lo sforzo di costruire una comunità luccicante di emozioni e di coraggio. Non possiamo cambiare il colore dell’aria, non possiamo cambiare volto al nostro passato, ma possiamo dare aria ai nostri sogni, possiamo spingerci verso l’esterno, uscire dall’imbuto delle nostre vicende private, aprirci al batticuore di una politica che ci faccia sentire meno soli. Scegliete, cari lettori, quello che vi pare, ma abbiate cura di questa terra, amatela come si ama un padre che ci sta lasciando. Non sono giorni per dedicarsi alle piccole beghe. Parlate coi vostri amici, cercate una fonte che sia solo vostra e offritela agli altri. La politica rinasce nelle vostre discussioni, nelle vostre passioni, nell’altalena di sconforto e fervore che accompagna le giornate degli irpini migliori. 

franco arminio  10 marzo 2008

c’è un laboratorio democratico itinerante che segue il viaggio elettorale di Franco Arminio “un poeta in parlamento”  http://irpino.wordpress.com

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