dai PICCOLI FRATELLI

Una piacevole sorpresa è stato l’incontro avuto all’Abbazia del Goleto, il 18 ottobre, con la Comunità Provvisoria. Luogo artigianale di ricerca vissuta nella semplicità e nell’ essenzialità, come il pane di ogni giorno, e nell’autenticità perchè legata, non al territorio, ma all’amore per la propria terra.

L’architetto Angelo Verderosa, l’amico Lillino, mi ha chiesto di partecipare alla condivisione presentando la mia esperienza in Abbazia.

Riassumo in tre punti il contenuto della mia conversazione. Una struttura architettonica vive nella misura in cui è utilizzata per quello per cui è stata costruita. Le pietre di un monastero parlano se c’è una comunità religiosa che le abita. In caso contrario ci troviamo a contemplare un’opera monumentale, di indubbio valore storico ed artistico, ma con un sapore museale.

L’ Abbazia del Goleto, fermo restando quanto sopra esposto, è patrimonio dell’umanità ed in modo particolare di quanti vivono sul suo territoirio. Per questo motivo le porte del monastero e soprattutto i cuori di chi lo abita sono aperti alle possibilità d’incontro che un luogo così caratterizzato dalla sua storia permette. Luogo di ricerca autentica: del totalmente Altro, di sè stessi, di quanto può contribuire ad una vita piena attraverso percorsi di giustizia, di pace, di rispetto del creato. Elemento vitale, come l’acqua per un pesce, perchè si possa realizzare quanto finora esposto è il SILENZIO.

Il silenzio è il luogo che permette l’ascolto. Il silenzio è il grembo fecondo da cui nasce la parola. Il silenzio è il grande bene che dobbiamo custodire gelosamente. Aiutateci a farlo!

Fr. Paolo Maria Barducci / Comunità dei Piccoli Fratelli di Charles de Foucauld al Goleto

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