Distruzione e valorizzazione dei centri storici in Irpinia

15 dicembre 2005

Distruzione e valorizzazione dei centri storici in Irpinia

Angelo Verderosa

Nell’area del cratere altirpino si è recuperato pochissimo degli antichi insediamenti; a Lioni, a Teora, a Calabritto, a Torella, a S.Mango, per esempio, tranne pochi monumenti, assolutamente niente altro: alle demolizioni indiscriminate dei demag tedeschi e della cosiddetta emergenza  si sono aggiunte quelle  progettuali, contenute  negli strumenti urbanistici e legalizzate dalla legge speciale n°219 del 1981. Conseguenza di una  miopia amministrativa generalizzata: ignorando il valore delle preesistenze e nell’enfasi del consumo finanziato si è annientato un patrimonio storico architettonico di elevato valore culturale e ambientale.  Leggi il seguito di questo post »


NOTE METODOLOGICHE

13 dicembre 2005

tratto da “Il recupero dell’architettura e del paesaggio in Irpinia – Manuale delle tecniche di intervento”, a cura di Angelo Verderosa

De Angelis Editore, Avellino 2005

 

Angelo Verderosa

Note metodologiche

Premessa

Il territorio dell’Irpinia è oramai, in gran parte, classificato come zona sismica di prima categoria.

Intervenire nei centri storici per il recupero degli edifici in muratura comporta a priori la necessità di una analisi strutturale volta ad indagare i “punti deboli” di ciascun edificio: fondazioni disomogenee, murature non ammorsate e con prevalenza di ciottoli, malte decoese, solai in legno marciti, travi di colmo precarie, travi spingenti, canne fumarie interne alle murature, aperture non allineate, tagli postumi, superfetazioni e sovraccarichi, ecc.  

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Il recupero degli spazi urbani e degli elementi del paesaggio

12 dicembre 2005

tratto da “Il recupero dell’architettura e del paesaggio in Irpinia – Manuale delle tecniche di intervento”, a cura di Angelo Verderosa

De Angelis Editore, Avellino 2005

Il recupero degli spazi urbani e degli elementi del paesaggio

G.Maggino . L.Pinto . A.Verderosa

Note metodologiche

Premessa

Segnata dal massiccio dei Monti Picentini dai cui margini prendono forma le valli dell’Ofanto, del Calore e del Sele, l’Irpinia conserva una propria identità territoriale che la differenzia sia dal resto della Campania sia dalle contigue terre della Basilicata e della Puglia, ricca com’è di sedimentazioni storiche e di suggestioni geografiche; il paesaggio è Leggi il seguito di questo post »


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